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Diamo seguito alla nostra pubblicata sul blog il 06/08/2008, per confermare che i nostri dubbi sul documento votato nel consiglio comunale straordinario del 31/07/2008 dall’amministrazione del nostro comune, e inviate agli uffici della Regione Liguria nel quale si esprimevano le osservazioni “critiche “ al progetto di impianto eolico sul nostro territorio non hanno sortito il benché minimo risultato positivo, anzi di fatto il sito in oggetto è stato dichiarato idoneo all’installazione di un impianto eolico industriale. Ricordiamo i fatti: durante tale consiglio alla richiesta più volte ribadita, di una chiara presa di posizione contraria al progetto “pale eoliche”, da parte del comitato, della minoranza in consiglio e di numerosi cittadini intervenuti, sindaco e vice sindaco, hanno in più occasioni affermato che il documento che si apprestavano a votare sarebbe stato molto più incisivo nella stesura da loro prospettata, appunto osservazioni critiche al progetto, più che un secco e deciso no a tale impianto. Purtroppo non ci eravamo sbagliati, la volontà dell’ amministrazione pubblica fin dall’ inizio di questa vicenda è sempre stata quella di portare avanti il progetto, nonostante la forte contrarietà della gran parte dei cittadini della Valbrevenna. Il Comitato difendiamo la Valbrevenna |
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CI SCUSIAMO CON IL SIG. COSTA PER IL RITARDO DELLA PUBBLICAZIONE DELLA SUA LETTERA , DOVUTA AD UN PROBLEMA DI UPLOAD DEL DOCUMENTO SUL SITO |
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Valbrevenna 15 Ottobre 2008 Egregio Presidente “Ente Parco Antola “dott. Roberto Costa,è con grande dolore che constatiamo che ad oggi la sua presidenza non si è mai pronunciata in merito al grave problema dell’impianto eolico sul territorio della Valbrevenna. Forse siamo troppo ingenui ma ci sembrava palese che l’installazione di giganteschi manufatti in acciaio alti quasi cento metri in prossimità di zone protette quali la zona S.I.C. del conglomerato di Vobbia, e naturalmente il Parco dell’Antola, avrebbe dovuto allarmare, e non poco, chi come l’Ente che lei presiede, in questi anni ha lavorato e si è impegnato per la salvaguardia e lo sviluppo del progetto Parco e delle zone circostanti. Tutto il territorio che gravita intorno alle due zone S.I.C. sopra citate, ed in particolare la nostra Valbrevenna, da sempre è di fatto un parco naturale dove il rispetto per la natura è stato l’elemento naturale della dura vita dell’uomo in queste valli, e ora, con una leggerezza sconcertante, si autorizza la loro contaminazione e la loro distruzione. L’impatto ambientale, che tuttora vige solo per chi magari deve alzare un tetto di una abitazione di qualche decina di cm. o deve ritinteggiarne la facciata, non ha nessun valore per l’installazione di simili mostri, addirittura ci vengono a dire che sono pure belli, forse perché non li hanno sopra le loro teste, e oltre a non vederli non sentiranno quel fastidiosissimo innaturale rumore che producono, che in questo contesto fatto di suoni naturali e infiniti silenzi fa venire il “vomito”. Non crediamo nemmeno, come alcuni sostengono, che un impianto del genere, il quale dalle normative vigenti è classificato industriale, possa essere occasione di sviluppo per la nostra valle, infatti non saranno certo i pochi curiosi attratti dalla novità a portare benessere . A nostro modesto parere l’ unica fonte di sviluppo di queste valli passa attraverso la valorizzazione e l’aiuto alle risorse umane che ancora sono presenti, e che in qualche piccola realtà sono tornate ad abitare queste zone, e attraverso il loro lavoro mantengono in vita le decine di caratteristiche frazioni contribuendo alla salvaguardia del territorio. Siamo molto amareggiati e delusi, ma cosa più grave non siamo stupiti, in Italia purtroppo da molto tempo non ci si può più stupire di nulla. Il Comitato Difendiamo la Valbrevenna Localita’ Clavarezza 21 16010 Valbrevennahttp://comitvbrevenna.blog.excite.it/ comitatovalbrevenna@tiscali.it
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RINGRAZIAMO IL PROFESSORE GIOVANNI MERIANA PER IL SUO PREZIOSO CONTRIBUTO Valbrevenna 23 luglio 2008 Dipartimento ambiente Regione Liguria Direttore Generale: Dott.ssa Gabriella Minervini Indirizzo: Via D'Annunzio 111 Settore Valutazione Impatto Ambientale Dirigente: Dott.ssa Paola Solari Indirizzo: Via D'Annunzio 111 E-mail: via@regione.liguria.it Per conoscenza Settore Staff Tecnico del Dipartimento Dirigente: dott. Gaetano Schena Indirizzo: Via D'Annunzio 111 E-mail: politiche.ambientali@regione.liguria.it Direttore Generale: arch. Franco Lorenzani Indirizzo: Via D'Annunzio 113 E-mail: dirgen.pianpaesamb@regione.liguria.it Servizio Tutela del Paesaggio Dirigente : arch. Giuliano Bernardini Indirizzo: Via D'Annunzio 113 E-mail: tutela.paesistica@regione.liguria.it Settore Urbanistica Dirigente: dott.ssa Clara Oliveri Indirizzo: Via D'Annunzio 113 E-mail: clara.oliveri@regione.liguria.it Comune di Valbrevenna Sindaco: Mario Palomba e V. Sindaco e assessore ambiente: Michele Brassesco 16010 Valbrevenna (GE) - Localita' Molino Vecchio, 13E-mail: info@comune.valbrevenna.ge.it Il Consiglio Regionale WWF Liguria Presidente Marco Piombo Sezione Liguria Indirizzo Vico Casana, 9/3 CAP 16123 Città Genova Provincia GE liguria@wwf.it ITALIA NOSTRA Dr. Federico Valerio P.zza Fontane Marose 6/4, 16123 Genova genova@italianostra.org
Il comitato “ Difendiamo la Valbrevenna”, portavoce ad oggi di oltre 300 cittadini animati dalla volontà di difendere il territorio (senza alcun fine politico o pregiudizio) è nato nel Novembre del 2007 come risposta all’intenzione dell’amministrazione comunale di Valbrevenna di autorizzare un progetto di impianto eolico sul crinale più bello della valle, dal Passo dell’incisa al monte Schigonzo, presentato dalla ditta “La Tecnocasa srl.”.A fronte del silenzio dell’amministrazione comunale, che a tutt’oggi persiste, il Comitato si è immediatamente attivato per approfondire tutte le problematiche connesse e per informare in modo esaustivo la popolazione sulle conseguenze negative che deriverebbero per la Valle dalla realizzazione dell’impianto.Constatata la netta opposizione al progetto manifestata dagli abitanti di Valbrevenna, nei mesi successivi durante il consiglio comunale del novembre 2007 e del 18 luglio 2008, l’amministrazione dichiarava che il progetto in questione sarebbe stato abbandonato. In oggi, presa visione della delibera regionale n° 19 del 2008 che individua tra i possibili siti idonei alla costruzione di centrali eoliche la Valbrevenna, il Comitato ritiene necessario formulare le seguenti osservazioni, frutto anche dell’esperienza maturata in anni e anni di presenza sul territorio. 1) Contrarietà della popolazioneGli abitanti in primis, fortemente contrari al progetto e da sempre impegnati alla salvaguardia del territorio e le numerose persone che in questi anni, a fronte di gravi sacrifici, hanno acquistato e ristrutturato abitazioni, tornando a vivere in Valbrevenna e così rivitalizzandola, si ritroverebbero oggi obbligati a convivere per sempre con mostri di acciaio a pochissima distanza dalle proprie case e dal proprio contesto ambientale, costretti a subire il fortissimo rumore che producono gli aerogeneratori e la loro ingombrante presenza. A questo a riguardo la legge indica una distanza minima dalle abitazioni di 300 metri lineari, distanza che nel caso del paese di Clavarezza non viene rispettata ; 
ma anche i paesi di fronte Frassinello, Piani e Frassineto o immediatamente a ridosso della costa indicata per gli impianti, come Nenno, Caserza e Cereta subirebbero un notevole danno, vista la strettissima conformazione della valle, unica tra quelle del Genovesato.Il recupero del territorio, tanto decantato dalle amministrazioni a tutti i livelli, deve essere finalizzato ad offrire a persone stanche della città sempre più invivibile e amanti di una natura intatta, la possibilità di insediarsi nelle nostre frazioni, come è già avvenuto in alcuni piccoli centri e non installando abnormi torri di acciaio ad esclusivo “interesse” di pochi, posizionate su uno dei percorsi più belli e più battuti del parco Antola, nell’ambito del quale tutto il Comune di Valbrevenna è compreso. 2) Impatto ambientale devastanteGià da un primo sopralluogo al sito individuato, balza evidente l’esigua distanza, valutata in poche centinaia di metri in linea d’aria, dai crinali ai paesi che formano il Comune. Questa anomalia non si riscontra in nessuno degli impianti eolici già esistenti, in Liguria , in Italia e nel resto d’Europa, dove gli aerogeneratori vengono posti su grandi valli aperte, pianure e aree desertiche. Non si capisce, o forse è fin troppo chiaro, come possa essere consentita l’installazione di simili strutture, alte più di 100 mt, che nulla hanno a che fare con la natura circostante ancora intatta, quando per ristrutturare un piccolo rustico occorre rispettare, come è giusto, miriadi di normative al fine di mantenere e conservare l’ originalità delle tipologie esistenti. Il crinale misura una larghezza molto limitata, il costruire piazzole adibite alla manovra dei mezzi pesanti e alle fondamenta di ogni singola torre, comporterebbe la movimentazione di un enorme quantità di terra, la gettata di centinaia di tonnellate di cemento, uno stravolgimento irreversibile dell’intera area.Il sito proposto si trova ad un altezza superiore ai 1000 metri slm, e la stretta conformazione delle valli circostanti, lo rende visibile dalla riviera Ligure fino al Monviso; inconcepibile ed aberrante l’idea di posizionare torri di metallo, alte quattro volte il campanile delle frazioni che stanno attorno, nel punto più visibile della valle. A fronte di tutto ciò, riteniamo incomprensibili i criteri utilizzati dagli organi competenti per identificare le zone idonee, a quanto pare basati esclusivamente sulla vicinanza della linea elettrica dell’alta tensione e su un minimo di viabilità già esistente. 3)Criticità idro-geologicaIl territorio della valle, che insiste sui calcari marnosi dell’Antola, roccia disposta a strati e notoriamente colassabile a seguito di infiltrazioni d’acqua, da sempre è interessato a importanti fenomeni di smottamenti e frane. In particolare il crinale destinato all’installazione dell’impianto eolico come evidenziato sulla Carta di Criticità della Protezione Civile (vedi allegato 1 ) presenta ben otto zone classificate “ ad elevato rischio frane” . A conferma di quanto sopra, è noto che alcuni anni fa si è staccata una frana con un fronte di un centinaio di metri che si estende dal crinale stesso fino a fondo valle, determinando l’isolamento della frazione di Costa Clavarezza. Negli anni recenti si sono avuti altri smottamenti come quello tra le frazioni di Porcile e Clavarezza e tra Porcile e Pareto, che hanno assorbito per il loro risanamento numerosi fondi pubblici. Ulteriore fonte di grave preoccupazione è l’idea di riposizionare la terra rimossa in fase di scavo sulle fondamenta di cemento delle torri al fine di “ribonificare” il paesaggio: data la ripidità dei versanti, al primo acquazzone si formerebbero importanti smottamenti della stessa. 4) Impatto negativo su fauna e flora L’ area indicata come idonea è incastonata tra due aree sic, di fondamentale importanza naturalistica , il Parco Antola e il Conglomerato di Vobbia. L’interezza e l’ottima conservazione del territorio fino ad oggi, rende forte la presenza di avifauna protetta quali il biancone, il succiacapre, l’averla, la pernice rossa, la poiana, i gufi, l’allodola, cantata da Firpo in una memorabile poesia ed altre specie come da relazione prodotta dal prof. Spanò. Inoltre la presenza di habitat composti da terreni erbosi seminaturali e facies arbustate su substrato calcareo facilita la presenza di piante particolarmente sensibili ad impianti eolici, come la Lillula arborea, il Lanus collirio, il Rhinolophus ferrumequinum. Il crinale che dallo Schigonzo conduce all’Antola è infine l’habitat ideale per la copiosa fioritura della Dafne cneorum, del Tetragonolobus maritimus, della Carex vesicaria, dell’ Anemone trifola, del Melampyrum italicum, del Phyteuma scorzonerifolium, della Pulmonaria apennina. Infine è stata segnalata in tempi recenti la presenza del canis lupus. Va dunque ricordato che le comitive di escursionisti che da Crocefieschi si dirigono all’Antola lungo il sentiero dedicato a un grande della tutela del paesaggio, Cesare Fera, (l’impianto eolico sarebbe anche un’offesa alla sua memoria) godono nella buona stagione della vista di una miriade di fiori, tra i quali compare oltre il monte Proventino e verso il Buio anche il Narciso dei poeti, fiore principe dell’area antolina. 5) Viabilità ed accessoDue sono le vie per raggiungere il sito designato: la prima, da Busalla, trova nel paese di Crocefieschi una serie di strettoie impraticabili per un mezzo pesante, come la strettoia e la curva a gomito del cimitero e altre; la seconda, versante Valbrevenna, oltre la strada angusta del fondovalle e un ponte la cui robustezza è tutta da verificare, trova nel centro abitato di Nenno uno strettissimo passaggio obbligato in prossimità della chiesa e dopo una numerosa serie di stretti tornanti, che interessano uno dei più bei paesi del comune di Savignone, Sorrivi, anch’esso sotto l’impatto dell’impianto eolico perché dominato, come Nenno, dalla vetta allungata dello Schigonzo, arriva comunque nell’ abitato di Crocefieschi da dove, come detto sopra, è impossibile l’accesso alla strada che porta al crinale. Alla luce di quanto sopra, come previsto dalla ditta Tecnocasa nel suo progetto, si rende necessaria la costruzione di un nuovo tratto di strada su terreni privati boschivi, per baipassare il centro abitato di Crocefieschi e raggiungere la strada comunale già menzionata, strada che, come indicato sul citato progetto, per essere praticata dai mezzi pesanti deve essere allargata in numerosi punti e consolidata, date le innumerevoli frane che ogni anno la rendono impercorribile. Aggiungiamo inoltre, che i mezzi adibiti al trasporto dei componenti delle torri eoliche necessitano di una carreggiata minima utile di 8 metri e un raggio di curvatura dai 25 ai 40 con una pendenza max. superabile dell’ 8%, condizioni che di fatto determinerebbero un completo rifacimento della stessa ( la strada oggi misura 4 metri di larghezza) 6) Convenzione dei tre comuni Esiste una convenzione tra le amministrazioni di Valbrevenna, Crocefieschi e Vobbia in quanto l’impianto sarà installato sulla linea di confine dei tre comuni. Purtroppo non può essere trascurato il fatto che a subire i maggiori danni saranno esclusivamente i centri abitati di Valbrevenna, data la strettissima vicinanza, in alcuni casi inferiore ai 300 metri lineari previsti dalla legge con le torri eoliche. I terreni destinati all’impianto per metà sono di privati, tutti contrari al progetto e nessuno disposto a cedere o vendere: sarà interessante vedere come il Comune deciderà di affrontare il problema di un eventuale esproprio dei terreni stessi. 7) Fenomeno GalavernaPuntualmente ogni anno, nel periodo che va da Novembre a fine Marzo, e con diversa intensità, proprio sul tratto di crinale tra Crocefieschi e il passo dell’Incisa, ma soprattutto nella porzione di territorio interessata dal progetto, si forma su qualunque oggetto emerga anche di pochi centimetri uno strato di ghiaccio, dovuto alle basse temperature e al passaggio della nebbia padana. Il fenomeno nel corso degli anni, ha raggiunto picchi di intensità molto rilevanti e dannosi, come nel 1965, quando sono stati abbattuti tutti i pali della luce lasciando la frazione di Clavarezza al buio per ben 45 giorni, o come nel 1977, quando il peso del ghiaccio formatosi ha fatto crollare due tralicci dell’alta tensione (vedi allegati n° 2a,2b,2c,2d). 




E’ importante evidenziare che la “galaverna” ogni anno, in modo più o meno pesante, crea numerosi danni tra i quali lo sradicamento e la rottura di numerosi alberi nonché di cavi elettrici e telefonici: riflettiamo cosa questo fenomeno naturale provocherebbe sulle eliche delle pale eoliche lunghe 30 metri! 8) Emergenze storico monumentaliLa Valbrevenna ha una storia prevalentemente rurale, ma di tutto rispetto. Testimonianza di essa sono i paesi, costruiti in imprecisati momenti di “fame di terra” o da popolazioni che fuggivano dalle incusioni barbaresche della costa. Essi sono piccoli capolavori di edilizia rurale a torto definita “spontanea” perché finalizzata a essere strumento di lavoro, quindi senza intenti speculativi e con una perfetta organizzazione del territorio finalizzata alla costruzione di mulattiere, sentieri, cascinali, stalle per l’approvvigionamento dei fieni e del legname, l’allevamento, la distribuzione dello stallatico ecc.Tuttavia la storia della Valbrevenna ha radici nella preistoria: nasce infatti con l’Età del Ferro: durante la costruzione della strada del fondovalle nel 1936, nella frazione Cà vennero alla luce tombe a incinerazione, di cui si sono conservati alcuni reperti, oggi al Museo Archeologico di Pegli. Il sito è segnalato in loco con un grande tabellone, su cui è rappresentato il momento della cremazione del cadavere e dell’incinerazione. Più tardi, vinte le tribù liguri dei castellari, la cultura romana si spinge all’interno della valle. Ne fa fede il ritrovamento di qualche stazione “a tegoloni” e il toponimo Campo Antico sopra Pareto. L’avvento del Cristianesimo si annuncia con celle monastiche in cui i Benedettini provenienti da Precipiano si insediavano per insegnare l’agricoltura alle popolazioni ancora primitive, curare i colpiti da malattie endemice, prestare soccorso ai viaggiatori. Una di queste celle è documentata a Vaccarezza e una vera e propria abbazia: Sant’Andrea di Bovarizia è documentata tra Caserza e Nenno, immediatamente a ridosso del monte Schigonzo, portata in luce anni fa dal Centro di Studi Storici di Busalla, con la scoperta dell’abside della primitiva chiesa, dell’altare, dell’unica aula e dell’area cimiteriale annessa. I reperti trovati sono oggi nella Sezione del Museo Archeologico di Savignone. Questa abbazia finì i suoi giorni verso la fine del ‘500 a seguito della crisi benedettina ed è accompagnata da leggende che coincidono con quella di fondazione del santuario principe della valle, la Madonna dell’Acqua. Con l’avvento del feudalesimo la valle fece parte del dominio dei Fieschi, come fa fede il Castello di Senarega, ancora perfettamente conservato. Ma la vera storia della Valbrevenna è tutta nella “cultura della fatica” che ha rappresentato secoli di lavoro e sacrifici indicibili per rendere produttivo, col sistema dei muri a secco e delle fasce, un territorio in origine selvaggio e molto acclive, dove senza il secolare lavoro dell’uomo, non sarebbe stato possibile vivere. A guardare con occhio attento le montagne che chiudono la Valbrevenna, quindi anche il crinale interessato all’impianto eolico, si ritrovano i segni dell’antica civiltà in centinaia di mulattiere che collegavano le aree dei pascoli nelle “comunaglie” ai paesi, nei percorsi seguiti dai migranti stagionali e dai contadini che portavano a vendere a Busalla, attraverso Crocefieschi, i prodotti della terra, dell’artigianato e il carbone, nelle cappellette “rifugio” dove si davano appuntamento i mercanti di bestiame delle diverse vallate per lo scambio della merce e si riparavano in caso di improvviso maltempo. L’esperienza delle ricerche di questi anni e la promozione del paesaggio attuata da associazioni ed enti, ha dimostrato che c’è sete di conoscenza anche di questa storia a torto definita “minore”, che i visitatori rispondono alle sollecitazioni dei ricercatori, come hanno dimostrato giornate di studio nei seccherecci restaurati di Pareto, a Senarega, nell’ambito del Parco Antola. Lo studio di Paolo Giardelli è illuminante a questo riguardo: dalla viva voce dei pochi superstiti di quella cultura, una quarantina d’anni fa, il ricercatore che ha soggiornato in Valbrevenna oltre un anno, ha ricostruito le fasi di una “conquista” del territorio faticosa e logorante, ma tenace e alla fine vittoriosa. L’impianto eolico distruggerebbe in modo irrimediabile anche i segni dell’antica cultura con perdita totale delle testimonianze rimaste, che l’Ente Parco si prefigge di tutelare, assieme al paesaggio umanizzato e che l’impegno di enti pubblici e di associazioni private in questi anni hanno segnalato e censito. A conclusione delle osservazioni sopra esposte, ci preme ancora ribadire come, in un momento di grande attenzione alla salvaguardia dell’ambiente, non si possa e non si debba tranquillamente pianificare la devastazione di un territorio ancora incontaminato, unica ricchezza delle nostre valli inquinandolo per sempre dal lato paesaggistico e acustico.Evidenziamo infine che la Liguria, per la sua conformazione, è stata sempre classificata come un territorio poco idoneo all’installazione di strutture adibite allo sfruttamento dell’ eolico, come peraltro riportato dal piano energetico regionale. Bibliografia Paolo Giardelli, Fonti per una storia locale. Ricerche in Valbrevenna, Facoltà di Lettere e Filosofia, Genova, AA. 1978-79Giovanni Meriana, Valbrevenna, le meraviglie della valle nascosta, Il Golfo, Genova 2007Giorgio De Maria, Giovanni Meriana, I nostri fiori, Sagep, Genova 1978Giovanni Meriana, Camillo Manzitti, Alta valle Scrivia, un patrimonio naturale e artistico, Sagep, Genova 1974Giovanni Meriana, Mauro Valerlo Pastorino, Progetto di Museo Storico in Valle Scrivia, in “Indice per i beni culturali del territorio ligure”, Sagep, Genova, gennaio – febbraio 1978, n.8Il Nostro Minimondo, Periodico delle parrocchie di Clavarezza e Pareto in Valbrevenna, 1972-1981Teofilo Ossian De Negri, Una tomba preromana scoperta in Valbrevenna, in “Rivista ingauna e intemelia, anno III, 3-4 Comitato “difendiamo la Valbrevenna” comitatovalbrevenna@tiscali.it http://comitvbrevenna.blog.excite.it
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SEGNALIAMO CHE AD OGGI IL
COMITATO NON HA RICEVUTO NESSUNO
DOCUMENTO SCRITTO IN RISPOSTA
DALL' AMMINISTRAZIONE
Valbrevenna 21 luglio 2008 Ai Sigg. Mario Palomba Sindaco della Valbrevenna Michele Brassesco Vice Sindaco e assessore all’ambiente 16010 Valbrevenna (GE) - Localita' Molino Vecchio, 13 e-mail: info@comune.valbrevenna.ge.it p.c. Al Direttore generale del Dipartimento Ambiente Della Regione Liguria Dott.ssa Gabriella Minervini
Via D'Annunzio 111 Alla Dirigente del Settore Valutazione Impatto Ambientale Dott.ssa Paola Solari IVia D'Annunzio 111 E-mail: via@regione.liguria.it Il Comitato cittadino “difendiamo la Valbrevenna”, prende atto con soddisfazione che nel consiglio tenutosi venerdì 18 luglio 2008, l’amministrazione comunale, nella persona del sindaco in carica Mario Palomba, si è dichiarata contraria a qualsiasi progetto di impianti eolici sul territorio del comune. La notizia ci è giunta particolarmente gradita perché ci è ampiamente nota la straordinaria bellezza del crinale che va dallo Schigonzo al passo dell’Incisa e la devastazione che ne seguirebbe, qualora qualcuno prendesse la sciagurata decisione di impiantarvi le pale eoliche. Ricordiamo a tale proposito che lungo quel crinale passa uno degli itinerari più suggestivi per l’Antola, oggi consacrato col nome d Cesare Fera, una figura che molto ha meritato nella difesa del paesaggio del nostro Appennino, che le pale eoliche stravolgerebbero completamente. Sarà anche noto al Sindaco che la zona è interessata da paleofrane in continuo rischio di movimento, come quella che ha già ha interessato tutto il territorio di Clavarezza e tutt’ora in atto, motivo per cui quel territorio deve essere conservato con ogni cura e messo a riparo da impianti che per essere messi in opera implicano apertura di strade, scavi, distruzione della flora arborea e cespugliosa, stravolgimento di antichi sentieri. Se infine non fosse ancora noto al signor Sindaco, ricordiamo che tutta la zona è interessata a valori paesistici e storici di prim’ordine: per tutti lo straordinario colpo d’occhio sulla Valbrevenna, che si abbraccia con un intero sguardo e sulla val Vobbia, di cui si colgono le cime di conglomerato che formano il Repoasso, più oltre il monte Reale, l’Alpe di Ronco e nello sfondo la cerchia delle Alpi. Tra le emergenze storiche lo stesso sentiero per l’Antola rappresenta la prima meta escursionistica dei genovesi, che si indirizzò come è noto verso la cima antolina e qui si fece le ossa verso mete alpine più impegnative. Non solo, ma il percorso di crinale su cui si è ipotizzato di collocare le pale eoliche, è stato frequentato nel corso dei secoli dagli abitanti della media Valbrevenna per il mercato del carbone e di altri manufatti prodotti in loco verso Busalla, il Piemonte e la Lombardia e dall’emigrazione stagionale nelle risaie del vercellese o nei condomini delle città padane. Le Cappellette dedicate ai santi e alla Madonna presenti lungo il crinale stanno anche ad indicare luoghi di sosta sui quali è passata la storia della povera gente della montagna. E’ dunque un territorio “sacro” alla storia della fatica, alla guerra di Liberazione, ai poveri della montagna. Quanto ai venti freddi dell’inverno, che scavalcando la linea spartiacque portano nebbia dalla pianura verso la valle e le concrezioni della galaverna, come penserebbe il Comune di preservare dal peso eccezionale del gelo che ha devastato in anni recenti la linea ad alta tensione, le pale eoliche alte tre volte il campanile di Clavarezza? E poiché stiamo ricordandole i valori anche storici del territorio, perché dimenticare che la Valbrevenna fu sede, in località Cà, di uno degli insediamenti dell’età del Ferro e che nei resti dell’Abbazia di Sant’Andrea di Bovarizia tra Caserza e Nenno, due paesi particolarmente esposti al degrado delle pale eoliche, ci sono le tracce, recentemente portate alla luce, del più antico insediamento monastico della valle? Quando il Museo Storico della Valle Scrivia “farà sistema” con la rete museale recentemente istituita questi luoghi saranno meta di visite e seminari, assieme a tutto il territorio della valle, sicuramente il più incontaminato e serenamente vivibile della Provincia. Recenti esperienze di visite guidate a paesi della valle, hanno dimostrato che un nuovo turismo si lascia volentieri alle spalle la città fracassona e invivibile e si indirizza volentieri verso i piccoli e incontaminati centri della Valbrevenna. Del resto l’Amministrazione Comunale che cosa crede cerchino gli abitanti della Valle e quelli che tendono ad stabilirvisi in modo permanente o solo per la stagione estiva, riattando case e terreni, se non la quiete dei boschi, la pulizia delle acque, l’aria genuina e finalmente respirabile, il silenzio delle cime e la bellezza dei sentieri?Per tutte queste ragioni che abbiamo illustrato in sintesi, ma ci riserviamo di inviare alla Regione in un dossier più completo, nella nostra qualità di comitato “difendiamo la Valbrevenna”, chiediamo all’amministrazione comunale di comunicarci con assoluta certezza, al fine non vi siano ambiguità nocive all’Amministrazione stessa, la propria contrarietà, già verbalmente dichiarata, all’impianto eolico e di trasmetterla in forma scritta agli uffici preposti della Regione Liguria, come peraltro richiesto e chiaramente specificato nella delibera n° 19 del 2008. Ricordiamo a codesta amministrazione che la regione Liguria interpreterà come un tacito consenso il non avvenuto invio esclusivamente in forma scritta di alcuna osservazione alla delibera. Il termine indicato dalla Regione Liguria perché i Comuni presentino qualsiasi osservazione, esclusivamente in forma scritta, è il giorno 31 del corrente mese. Cogliamo l’occasione per porgere i nostri distinti saluti. http://comitvbrevenna.blog.excite. itcomitatovalbrevenna@tiscali.it per corrispondenza: Sig. Remo Oberti Loc. Clavarezza 2116010 Valbrevenna
Il Comitato “difendiamo la Valbrevenna” |
PREMESSA Nel mese di Giugno La regione Liguria ha inviato a tutti i comuni interessati una delibera, la n° 19 del 2008, nella quale sono indicate le aree identificate come idonee all’installazione di un impianto eolico industriale, tra le quali l’area situata sul nostro comune tra il monte Schigonzo ed il Passo dell’ Incisa, la stessa altresì, chiedeva ai comuni di inviare esclusivamente in forma scritta entro il 31 Luglio 2008 eventuali “osservazioni” contrarie a tale idoneità. A pochi giorni da tale data, il Comitato “difendiamo la Valbrevenna” ha spedito una lettera all’amministrazione comunale nella quale si ricordava l’importanza di inviare eventuali osservazioni nelle modalità, e nei tempi utili come richiesti dalla delibera; nello stesso tempo inviava agli uffici competenti della Regione, al comune di Valbrevenna, WWF, Italia Nostra e a due testate giornalistiche nazionali, un dossier completo sulle conseguenze negative che tale progetto avrebbe portato alla nostra valle: ci preme a proposito ringraziare il Prof. Giovanni Meriana per l’aiuto datoci. Contemporaneamente la minoranza, chiedeva all’amministrazione comunale la convocazione di un consiglio straordinario con il seguente ordine del giorno: “Interrogazione circa l’impianto eolico in Valbrevenna”; l’ amministrazione convocava il consiglio comunale mercoledì 30 luglio alle ore 11.00, non con l’argomento richiesto dall’opposizione ma “ Parere in ordine all’individuazione dei siti potenzialmente idonei all’installazione di impianti eolici d. r. 19/2008 “ QUESTI I FATTI Nelle prime fasi del consiglio, il sindaco, a nome dell’ amministrazione ha dato lettura a un documento contenente alcune osservazioni sulle criticità del sito idividuato sul nostro territorio; tale documento, subito messo ai voti, sarebbe stato inviato agli uffici competenti della Regione Liguria entro il 31/07/08, il giorno dopo, l’ultimo disponibile. Nel successivo intervento, la minoranza di consiglio, faceva notare, che il documento letto e votato in consiglio, altro non era che la frettolosa risposta alle lettere inviate, prima dal comitato, e poi dalla minoranza stressa; nelle quali, entrambi chiedevano all’amministrazione di prendere una posizione netta e chiara, a proposito del grave problema della centrale eolica sul nostro territorio. Balza evidente infatti, che se la lettera proposta dall’ amministrazione, fosse stata allo studio da tempo( come affermato più volte dalla maggioranza ) la convocazione del consiglio comunale sarebbe stata pianificata da tempo; convocato come sempre alle ore 21.00 e nei modi che le normative vigenti richiedono, e non subito dopo la richiesta dell’ opposizione. NOI TUTTI ABBIAMO LA CONVINZIONE CHE NULLA SAREBBE STATO FATTO. Un’altra situazione poco chiara, è dovuta alle dichiarazioni del sindaco che in apertura di consiglio, si è affrettato a comunicarci l’invio agli uffici regionali, di una lettera in rettifica( smentita)a quanto affermato in una lettera del comitato.La nostra riportava indiscrezioni sul fatto che nei consigli comunali del 30Novembre 2007, e del 18 giugno 2008, anche se verbalmente, era apparsa la netta contrarietà, più precisamente l’abbandono del progetto eolico da parte dell’amministrazione comunale. A parte la mancanza di tatto dovuta al fatto che ad oggi , come autore della lettera il comitato non ha ricevuto nessuna smentita, come mai durante tutto il proseguo del consiglio, l’amministrazione si è adoperata a convincere tutti i presenti che le loro opposizioni critiche equivalgono ad un secco no al progetto eolico? Tale atteggiamento equivale di fatto a smentire loro stessi. Non ci dilunghiamo a voler raccontare tutte le fasi del consiglio, con interventi da parte di tanti cittadini, vogliamo però evidenziare due aspetti: il “presunto sviluppo” che a detta degli amministratori porterebbe l’impianto eolico deve valere per tutti, e non a discapito di una parte consistente della popolazione e del territorio, il secondo che al comitato, alla minoranza in consiglio, alle persone presenti, è ben chiaro il fatto che l’amministrazione non ha voluto, come poteva, porre la parola fine a questo importante problema della nostra amata Valbrevenna, tanto più che il principale, se non l’unico motivo che alimenta l’interesse degli amministratori riguardo tale progetto sembra essere un imprecisato ritorno economico. Il tutto ci addolora fortemente se pensiamo che in quelle stesse persone, conoscenti, amici, abbiamo riposto grande fiducia. Il comitato “Difendiamo la Valbrevenna”
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si contano ad oggi 300 aderenti al comitato |
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IMPORTANTE MERCOLEDI' MATTINA 30 LUGLIO ORE 11.00 SI TERRA' NEL COMUNE DI VALBREVENNA UN CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO, RICHIESTO DALLA MINORANZA, CON IL FINE DI CONOSCERE LA VOLONTA' DELL'AMMINISTRAZIONE RIGUARDO L'INSTALLAZIONE DI UN IMPIANTO EOLICO NELLA NOSTRA VALLE. NONOSTANTE L'ORARIO SCELTO DALL' AMMINISTRAZIONE, DI SICURO POCO AGEVOLE PER TUTTI QUELLI CHE LAVORANO, DATA L'IMPORTANZA DELL' ARGOMENTO TRATTATO ACCORRETE NUMEROSI |
Questa mattina siamo stati contattati da diversi convalligiani preoccupati e dubbiosi, in quanto la Tecnocasa in pompa magna era' presente nella sede del Comune di Valbrevenna.... siamo sicuri che qualcuno della pubblica amministrazione riferira' alla popolazione, preoccupata e VIGILE riguardo lo scopo di tale visita. magari si sono fatti gli auguri pasquali!!!
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IMPORTANTE Ufficiosamente ci e’ stato riferito che: nel CONSIGLIO COMUNALE tenutosi venerdì 30 novembre, dato il malcontento e la forte contrarietà al progetto "PALE EOLICHE" dimostrata da gran parte della popolazione, determinando anche la nascita del comitato stesso, L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI VALBREVENNA, IN QUANTO RAPPRESENTANTE DEI CITTADINI STESSI , AVREBBE DECISO DI ABBANDONARE IL PROGETTO DELL’ IMPIANTO EOLICO Riportiamo quanto sopra in attesa di una futura conferma dell’amministrazione, in modo da tranquillizzare i valligiani, residenti e villeggianti, e tutte le persone che si sono dimostrate sensibili all’evento. COMITATO DIFENDIAMO LA VALBREVENNA
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AD OGGI IL COMITATO CONTA QUASI
200 ADESIONI TUTTE PERSONE RESIDENTI E VILLEGGIANTI DELLA VALBREVENNA.
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Cari convalligiani oggi e’ uscito un interessante articolo sul secolo XIX che parla della nostra valle e del nostro comitato e che riportiamo sul blog . Una piccola premessa, la smettiamo di chiamare questi obrobri “ PARCHI EOLICI “, se non sbaglio i parchi sono istituiti per salvaguardare qualcosa , ambiente, selvaggina, vegetazione, qui’ cosa proteggiamo? La devastazione? Poco da dire, mi sembra tutto chiaro, evidenziamo solo due punti che secondo noi meritano attenzione: dall’articolo: 1) il sig. Carlo Rossi che evidenzia “per la verità non si tratta di 15 pale ma di 13, tuttavia siamo disposti anche a tornare a 4, se e’ solo per questo” … ma cosa vuol dire se e’ solo per questo??? ricordiamo al Sig. Rossi che dal suo progetto una pala eolica e’ alta quasi 100 metri,che misura una fondamenta 10 metri x10 metri x 13 metri, un peso complessivo di centinaia di tonnellate, locale comandi, cavi interrati …ogni pala va’ distanziata (da progetto) 180/200 metri l’una dall’altra ed ognuna ha un rotore più o meno di 60 metri. Noi non crediamo che tutto questo moltiplicato per nove si possa quantificare con la frase “se e’ solo per questo”!!!!! ED INOLTRE PER ESSERE PRECISI, COME IL SIG .ROSSI, NEL SUO PROGETTO SI PARLA DI 13+2 PALE EOLICHE! 2) SIAMO IN BUONE MANI!!!! Ci viene da dire dopo aver letto il commento del nostro vicesindaco, nonché vice presidente del Parco Antola, sul pericolo frane.Gli suggeriamo di andare a visionare le mappe della regione Liguria sui siti ad alto rischio frane,oppure il “ Piano Stralcio Attuativo degli interventi di protezione civile conseguenti a situazioni di emergenza connesse a fenomeni idrogeologici e idraulici” Allegato C, dove risulta che negli anni scorsi siano stati richiesti e utilizzati dai Comuni interessati centinaia di migliaia di euri per le frane che hanno colpito il nostro crinale. Vista la vicinanza del luogo gli consigliamo di visitarlo, e rendersi conto con i suoi occhi di quanto abbiamo detto, sempre nel caso non lo avesse già fatto. Invitiamo tutti ad andare a Costa Clavarezza a fare una gita, ma non andate in auto, in quanto la strada non e’ praticabile a causa di crolli e smottamenti che avvengono tutt’ora a pochi metri dal sito designato all’installazione delle pale eoliche!!!! Sull’ ”impatto visivo” c’e’ poco da dire, pensiamo che l’installazione di questi enormi torri di ferro su un territorio come il nostro, ancora integro e selvaggio, sia in pieno contrasto agli occhi di qualsiasi persona, consideriamo anche il fatto che il crinale e’ uno degli accessi più frequentati per le escursioni al Parco dell’Antola.Il paesaggio che si scorge dal crinale va’ dal Monviso alla Riviera Ligure,se venisse installata una torre di 100 metri credo sarebbero in pochi a non vederla, ricordiamo che il modello di pala eolica utilizzata nel progetto sarebbe alta 4 volte il campanile di Clavarezza e che per paragone la Lanterna di Genova e’ 76 metri!!! RICORDIAMO INOLTRE CHE LE RIUNIONI PUBBLICHE CON LA CITTADINANZA DELLA VALLE FINO AD ORA E’ STATA UN INIZIATIVA DEL COMITATO . NON CAPIAMO IL PERCHE’,VISTA L’ENTITA’ DEL PROGETTO ED IL COINVOLGIMENTO DIRETTO E NON DI TUTTI I PAESI DELLA VALLE, NON SIANO STATE INDETTE, A TEMPO DEBITO, DALL’ AMMINISTRAZIONE COMUNALE, ASSEMBLEE INFORMATIVE CON TUTTA LA POPOLAZIONE. IL COMITATO DIFENDIAMO LA VALBREVENNA
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Dal SECOLO XIX del 27 novembre VALBREVENNA SUL PIEDE DI GUERRA NON VOGLIAMO IL CAMPO EOLICO

Un gruppo di residentisi e’ organizzato in comitato per dire nò al progetto di “Tecnocasa-energia alternativa” PARCO EOLICO allo studio sulle alture della Valbrevenna, insorgono le frazioni che non vogliono le pale sopra la testa. Denunciando lo stravolgimento dei crinali dell’Antola si organizzano in un comitato. Così all’ultimo momento il comune frena sull’approvazione della convenzione di avvio del progetto da parte di privati e programma incontri pubblici di confronto con tecnici super parte per illustrare tecnologie e relativi impatti ambientali degli impianti eolici. Il piano in questione, promosso da “la tecno casa-energie alternative” in consorzio con altre due società, che prevede l’installazione di più di una decina di generatori a pale di grandi dimensioni,tra il monte Schigonzo e il Passo dell’Incisa, uno dei crinali che conducono al gruppo del monte Buio e dell’Antola, poco fuori dell’area parco, sembrava correre liscio con il bene-placito dei comuni e degli stessi frazionisti, ma c’e’ stato un brusco voltafaccia da parte di un gruppo di abitanti. << Eravamo d’accordo per la costruzione di quattro generatori a pale-dice Remo Oberti, esponente del Comitato Difendiamo la Valbrevenna - e avevamo anche concordato la localizzazione. Ma del tutto a sorpresa siamo venuti a sapere che in comune stava viaggiando un progetto per metterne in cantiere quindici, creando un parco che a nostro avviso avrebbe un impatto stravolgente per tutta la Valbrevenna>>. In breve gli abitanti di frazioni come Clavarezza,Caserza,Cerreta,Nenno e anche i villeggianti, hanno dato la stura alla protesta diffondendo manifestini contro il progettoe iniziandouna raccolta di firme(cento fino a questo momento) a sostegno del comitato costituito a metà novembre, presente anche con un blog su internet http://comitvbrevenna.blog.excite.it . Obiezioni al parco eolico le solite, timore per rumore deprezzamento prezzi delle case, impatto visivo. Più alcune specifiche locali,<<Avremo le pale sopra la testa prosegue Oberti - ma c’è la prospettiva di aprire strade di cantiere e colare un enorme quantità di cemento per fondazioni sui crinali bellissimi e molto fragili dal punto di vista idrogeologico. Siamo rimasti attaccati ostinatamente a questa montagna, oggi qualcuno torna ad abitarla,adesso la vogliono rovinare definitivamente.>>. La notizia delle proteste non sorprende la societa’ promotrice che si dichiara disposta a fare qualche passo indietro.<<Per la verità non si tratta di quindici, ma di tredici pale,-spiega Carlo Rossi, presidente di tecnocasa energie-tuttavia siamo disposti a tornare a quattro, se e’ solo per questo. Il numero risponde semplicemente a una valutazione di sostenibilità dei tecnici, non e’ una nostra scelta strategica. Non vorremmo comunque che si creassero allarmismi ingiustificati, come il timore dei campi magnetici, sono ipotesi assurde. Sappiamo che il comune intende svolgere degli incontri pubblici per offrire alla popolazione dei chiarimenti>> Giunge puntuale conferma dall’amministrazione.<< Siamo favorevoli alle energie alternative- dice Michele Brassesco , vice sindaco in Valbrevenna e vice presidente del Parco Antola- l’unico aspetto che si presenta a riserve puo’ essere l’impatto visivo. Io non credo al pericolo frane e sulla questione strade di cantiere esistono precise garanzie. Comunque stiamo per indire un assemblea pubblica con tecnici sopra le parti che diano informazioni dettagliate sui parchi eolici.Vogliamo anche verificare il peso quantitativo delle opposizioni al progetto>> I comuni confinanti di Vobbia e Crocefieschi hanno già approvato l’atto preliminare di convenzionamento per lo studio di fattibilità. LODOVICO PRATI |
SUL BLOG NON AVEVAMO PUBLICIZZATO LA RIUNIONE IN OGGETTO PERCHE' E' STATA ORGANIZZATA DA ALCUNI CITTADINI DI NENNO E NON DA NOI DEL COMITATO. NOI DEL COMITATO ABBIAMO AVUTO L'OPPORTUNITA' DI SPIEGARE LE NOSTRE MOTIVAZIONI, SI E' PARLATO CON LE PERSONE PRESENTI E C'E' STATO UN CORDIALE SCAMBIO DI PAROLE ANCHE CON I POCHI FAVOREVOLI AL PROGETTO (CREDO 3\4 PERSONE) E CON ALTRETTANTI ANCORA INDECISI. ABBIAMO RACCOLTO NUOVAMENTE UN BUON NUMERO DI ADESIONI MA NON CONOSCO ANCORA IL NUMERO ESATTO, SARA' MIA PREMURA COMUNICARLO QUANTO PRIMA. COME SI IMMAGGINAVA LA MAGGIOR PARTE DEI CITTADINI DELLA VALBREVENNA DIMOSTRANO AFFETTO VERSO LA LORO VALLE E ANZI LAMENTANO ANCHE ALTRI PROBLEMI LEGATI ALLA VICINANZA DI TRALICCI DELLA CORRENTE ELETTRICA E AI RIPETITORI DELLA TELEFONIA MOBILE CHIEDIAMO LA VOSTRA COLLABORAZIONE E PARTECIPAZIONE E VI RICORDIAMO CHE IL COMITATO E' DELLE PERSONE CHE ADERISCONO,LIBERO A ATUTTI, SAPETE CHI SIAMO, SI ACCETTA QUALSIASI SUGGERIMENTO O CRITICA PURCHE' COSTRUTTIVA.
il comitato "DIFENDIAMO LA VALBREVENNA" |
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SABATO L'ASSEMBLEA TENUTA A CLAVAREZZA ALLE ORE 16,00 HA AVUTO UNA PARTECIPAZIONE SODDISFACENTE VISTO CHE E' STATA DECISA SOLO IL GIORNO PRIMA: ERANO PRESENTI PERSONE DI CLAVAREZZA, CERETA, MOLINO VECCHIO, MOLINO DI FRASSINELLO E FRASSINETO (SCUSATE SE HO DIMENTICATO QUALCUNO). PRESENTI 53 PERSONE RACCOLTE 50 ADESIONI AL COMITATO "DIFENDIAMO LA VALBREVENNA"TUTTE LE PERSONE PRESENTI , TRANNE TRE, HANNO CONCORDATO NELL'INSENSATA IMPONENZA DEL PROGETTO COMUNALE ASSOLUTAMENTE INADATTO E PERICOLOSO PER IL NOSTRO CRINALE E QUINDI PER TUTTA LA VALLE;UNANIME E' STATO LO SCONCERTO DEI PRESENTI PER NON ESSERE MAI STATI AVVISATI DALL’ AMMINISTRAZIONE COMUNALE ED AVERE POTUTO SEMPLICEMENTE ESPORRE LA LORO IDEA (CONTRARIA) RIGUARDO IL PROGETTO. DI GRANDE SODDISFAZIONE L’ ATTENZIONE DELLA GENTE PRESENTE, TRA CUI MOLTI GIOVANI : TUTTI HANNO DIMOSTRATO UN GRANDE AMORE PER LA PROPRIA TERRA E UNA FONDATA PREOCCUPAZIONE PER IL POSSIBILE DETURPAMENTO DELLA NOSTRA VALLE “LA VALLBREVENNA”. ORGANIZZEREMO, COMPATIBILMANTE AGLI IMPEGNI, ALTRE RIUNIONI SPONTANEE DI CITTADINI DOVE CERCHEREMO CON I NOSTRI MEZZI DI RENDERE PARTECIPI TUTTI I CITTADINI DELLA VALLE E DI FARE CIO' CHE IL COMUNE NON HA FATTO, CIOE' INFORMARE!!PRECISO CHE NELLA RIUNIONE DI SABATO NON ERA PRESENTE NESSUNO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE, NE MAGGIORANZA, NE MINORANZA, OGNUNO HA POTUTO DIRE LA SUA IN LIBERTA'!!!; SPERO CHE SE NEGLI ALTRI PAESI VENGANO ORGANIZZATE ASSEMBLEE SIANO BASATE SULLO STESSO SPIRITO...RICORDIAMO CHE PER LE RIUNIONI O ASSEMBLEE UFFICIALI, PER ALTRO RICHIESTE ALL' AMMINISTRAZIONE COMUNALE, CI SARA' TEMPO. ORA E' TEMPO CHE I CITTADINI SI INFORMINO IN MODO IMPARZIALE.MI SEMBRA OVVIO CHE SE UNA ASSEMBLEA VENGA PRESIEDUTA DALLA MAGGIORANZA E DAI TECNICI DELL' AZIENDA PRODUTTRICE, ENTRAMBI IN ACCORDO CON LA CREAZIONE DELL'IMPIANTO EOLICO,FARANNO FIGURARE CHE LE PALE EOLICHE SARANNO BELLE, NON RUMOROSE E DI MINIMO IMPATTO AMBIENTALE! IL COMITATO “DIFENDIAMO LA VALBREVENNA” NON HA FINALITA’ POLITICHE (ANCHE PERCHE’ NON VEDIAMO QUALI POSSANO ESSERE, LE PROX ELEZIONI CI SARANNO TRA 3 ANNI CIRCA)
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ASSEMBLEA A CLAVAREZZA SABATO 17 NOVEMBRE ORE 16,00 L'ASSEMBLEA E' APERTA A TUTTI I RESIDENTI,VILLEGGIANTI E AMICI DI CLAVAREZZA;SI DISCUTERA' E SI PARLERA' RIGUARDO IL PROGETTO DELL'IMPIANTO EOLICO SUL NOSTRO CRINALE. |
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Costituzione del comitato "DIFENDIAMO LA VALBREVENNA” In data 15 novembre 2007 si è creato il comitato “DIFENDIAMO LA VALBREVENNA” quale soggetto associativo con forma di comitato spontaneo, rappresentante le persone fisiche aderenti allo stesso. Scopi Tutte le problematiche di qualsivoglia natura in relazione alla eventuale installazione di pale eoliche sul crinale compreso dal monte Schigonzo al passo dell’Incisa. Attività Sensibilizzare l’opinione pubblica con ogni mezzo consentito, quali per esempio assemblee, volantinaggio..etc..,per promuovere ogni iniziativa ritenuta utile e necessaria per il raggiungimento degli scopi. E’ stato nominato quale referente del comitato “DIFENDIAMO LA VALBREVENNA” il Signor Remo Oberti residente in localita’ Clavarezza al quale chiediamo sia inviata qualsiasi comunicazione. Il rappresentante del comitato in oggetto, Sig. Remo Oberti e’ tenuto a portare a conoscenza degli aderenti il Comitato stesso con mezzi assolutamente trasparenti ed inequivocabili, anche mediante la produzione di idonea documentazione, ogni notizia o informazione a Lui pervenuta da persone fisiche o giuridiche, enti o Amministrazioni, relativamente agli scopi a cui si attiene il Comitato.
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Comunicazione ai cittadini della Valbrevenna Di recente si e’ appreso in via non ufficiale che il Comune ha intenzione di fare installare sul crinale compreso dal monte Schigonzo al passo dell’Incisa ben 15 aerogeneratori alti 75 metri compresa l’elica, in pratica sono alti come un palazzo di 20 piani. La scelta di realizzare un simile impianto presenta per la Valbrevenna una serie infinita di problematiche:per prima la sconfitta di tutte le persone che in questa valle ci sono nate, di chi ha scelto di venirci a vivere come residenti o di trascorrerci il proprio tempo come villeggianti amando la sua tranquillità e gli splendidi posti.La causale primaria della volontà da parte dell’amministrazione comunale di compiere un progetto simile e’ che riceverebbe un contributo annuo di circa 25.000 euro(50 milioni) per alcuni anni 6-7, mentre per le aziende costruttrici significherebbe grande guadagno perche’ venderebbero la corrente prodotta all’Enel. NON CREDETE AGLI SCONTI SULLE BOLLETTE, SONO FANDONIE!! Questi aerogeneratori sono spropositati per le dimensioni della nostra valle, basti pensare che le fondamenta di ognuno di essi supera i 130 metri cubi e le 400 tonnellate di peso più altre 100 tonnellate che e’ il peso di ognuno aerogeneratore. (dati riportati per le pale eoliche alte 50 mt utilizzate nell’impianto eolico di Stella-Savona) TUTTO QUESTO VA’ MOLTIPLICATO PER IL NUMERO DEGLI AEROGENERATORI . Ma tutto questo peso, migliaia di tonnellate, verranno sorrette dal crinale dato che esso e’ caratterizzato da 8 zone indicate dagli organi competenti come a elevato rischio di frana??o avverranno altre frane come quella di Costa Clavarezza??Magari sopra le case di qualcuno?? Per portare sul crinale questi mostruosi congegni devono essere utilizzati trasporti eccezionali e gru abnormi per sollevare i vari pezzi nel montaggio. A proposito per non creare troppo “trambusto” al comune di Crocefieschi verra’ creata una strada dal piano dopo Sorrivi che andra’ ad intersecare la strada dell’Alpe!!! Quindi tutti i giganteschi mezzi passeranno solo per la Vallebrevenna!!!Anche il comune di Vobbia e’ interessato al progetto, ovvio: a quanto dista il centro abitato di Vobbia dall’Alpe??Al massimo verrebbe sacrificata solo la piccola frazioncina di Alpe….Ma a chi importa…tanto ci vivono sono poche persone!Sarebbe utile leggere i vari commenti lasciati sui tanti siti internet (pubblici) che parlano dell’eolico: commenti di giornalisti,esperti e di persone che abitano presso queste torri eoliche, le quali testimoniano situazioni invivibili dovute al rumore delle eliche che si sente a centinaia di metri di distanza, all’intermittenza della luce dovuta al girare delle pale, all’inquinamento elettromagnetico, agli incidenti dovuti al peso della neve, al lancio del ghiaccio e ad altri incidenti vari ed inoltre a conseguenze importanti come la svalutazione delle case nel raggio di chilometri e delle seconde case che rimangono sfitte, un impatto ambientale disastroso, l’impossibilità alla caccia nelle zone dell’impianto eolico e quelle limitrofe.(o ci volete far credere che siano di richiamo per uccelli, cinghiali…)
IL PROGETTO DELLE PALE EOLICHE E’ UN PROBLEMA DELLA VALBREVENNA NON GIRATEVI DALL’ALTRA PARTE PENSANDO : "TANTO NON LE VEDO,TANTO NON LE SENTO". MEDITATE GENTE,MEDITATE….. |
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